Abderrahim Fakir è morto mentre era ammanettato, anche se con fascette di plastica, e costretto a terra. Questo mostra in maniera incontrovertibile il filmato che gira, sin da subito dopo i fatti, in rete.
Da qualche ora un altro filmato sta rimbalzando sui social. Mostra l’uomo in evidente stato confusionale. Nei fatti un documento che non aggiunge nulla se non il fondato sospetto che di emergenza sanitaria e non di ordine pubblico si trattasse.
Ancora resta quindi da capire quale sia la causa del decesso. E non si tratta di un proforma perché il motivo della morte non è affatto scontato.
Le possibilità sono sostanzialmente due. O gli agenti hanno eseguito un arresto in maniera impropria e nei fatti ucciso l’arrestato. O viceversa la procedura di fermo è stata eseguita nella maniera corretta e allora è la procedura che è scorretta.
Non solo è scorretta, ma va subito cambiata per evitare altre morti come quella terrificante di Abderrahim Fakir.
In pochi lo stanno ricordando, ma quando una persona viene arrestata, da quell’esatto momento è sotto la custodia dello Stato e lo Stato ne deve garantire la vita.
Abderrahim Fakir è morto: riportarlo in vita è impossibile, non ucciderlo nuovamente sta invece a noi.


