Il caldo è la prima notizia dei principali quotidiani europei. I giornali veri, quelli blasonati alla The Guardian, alla Le Monde, alla El Pais e via discorrendo.
È un bollettino di guerra che affianca record di calore a numero di morti. Per esempio sono già più di trecento quelli riconducibili al caldo in Spagna. Trecentoventisette fanno sapere dall’Istituto sanitario iberico Carlos III.
Eppure la sensazione è che la questione, quella vera, quella che dovrebbe dettare i titoli, sia sostanzialmente da tutti bucata.
Ed è la risposta alla domanda che tutti dovremmo farci: “fa caldo perché fa caldo o fa caldo perché abbiamo sputtanato questo nostro pianeta?”.
Il professor Stephen Belcher, capo scienziato del Met Office, ha per esempio dichiarato: “Il cambiamento climatico indotto dall’uomo ha reso eventi come questo più probabili e più intensi”. Questa dovrebbe essere la notizia, ma non lo è.
Nel primo sfoglio di un quotidiano italiano trovo invece un’altra questione presentata come di fondamentale importanza: “è vero che il ventilatore è di sinistra e il condizionatore di destra?”.
La verità arriva dura da Elodie Clements che dalle pagine del The Guardian racconta che per le famiglie a basso reddito non solo un condizionatore, ma persino un ventilatore è un lusso impossibile.
Insomma, per alcuni europei, l’espressione morire di caldo non è un eufemismo, come neppure lo è morire di fame.


