Gli autovelox non danno multe, salvano vite.
Quindi non c’è nulla di positivo nel fatto che un terzo di essi siano stati da qualche ora spenti per decreto.
È la solita cagata all’italiana: non è che quelli che sono stati disattivati rilevassero male le velocità, è che erano stati autorizzati e non omologati.
Roba da azzeccagarbugli? Sì, è così. E nasce dal fatto che chi si è preso la multa non la vuole pagare, non vuole perdere i punti sulla patente, quindi le prova tutte.
Il decreto non prevede che le passate ammende vengano annullate, prevede solo lo spegnimento e c’è chi festeggia.
Festeggia di poter correre e correre, ci piaccia o no, è sinonimo di essere più letali in caso di incidente.
E più hai l’auto grossa, più tendenzialmente quello che ci rimette la pelle è l’altro.
Il 1972 fu l’anno nero dei morti in strada: furono 11.078.
Poi arrivarono i limiti di velocità e già nel 1974 i decessi erano 8.632.
Dimezzarono solo nel 2010, andando a 4.090, con l’arrivo di Tutor in autostrada, autovelox fissi e il sistema di frenata ABS di serie.
Oggi i morti sulle strade sono una decina al giorno. Si muore di più dove non viene misurata la velocità media. Cioè dove, se schiacci dove non c’è l’autovelox, non se ne accorge nessuno.
L’autovelox non dà multe, salva vite.


