Stasi vs Sempio
Prima il colpevole sicuro era Andrea Stasi ora è Alberto Sempio. Di certo pare esserci solo la vittima: Chiara Poggi.
Andrea Sempio è colpevole o innocente? E Alberto Stasi?
L’Italia si è ormai divisa tra colpevolisti e innocentisti. È questo l’effetto della cosiddetta spettacolarizzazione delle indagini e dei processi.
A cosa serve? Più o meno a nulla, se non a quel che servono da che mondo e mondo i “circenses”: ci distraggono dall’eccidio mediorientale, dall’impennata inflattiva, dagli stipendi da fame e di tutti quei temi che dovrebbero essere al centro dei nostri pensieri.
Invece pensiamo all’assassinio di Chiara Poggi e lo facciamo senza esclusione di colpi per nessuno. Soprattutto senza esclusione di colpi per le vittime.
Innanzitutto per Chiara di cui a breve - scommettiamo? - qualcuno tenterà di vendere il video erotico che girò con o per il fidanzato.
Per il presunto innocente: chiunque sia il colpevole, - che sia Stasi o che sia Sempio - scagionerà l’altro sospettato su cui nel frattempo è stato alimentato qualsivoglia sospetto.
Infine per i genitori, i Poggi. Rita e Giuseppe. Su di loro si è già detta e scritta ogni cosa. In generale viene guardato con sospetto il fatto che continuino a far sapere che per loro Alberto Stasi è il solo e vero colpevole. Convinzione per la quale sono finiti pure per essere intercettati.
“Come mai lo fanno?”, chiedono il popolino e qualche editorialista. Domanda che serve solo ad alimentare il peggiore dei sospetti: vogliono Stasi colpevole per via degli 800 mila euro risarcitori che, in quanto assassino della figlia, ha dovuto versare ai Poggi.
Quindi un padre e una madre vorrebbero in carcere un innocente per soldi. Una tesi già finita sulla carta stampata più volte. Ogni volta giustificata con viltà del “si dice”, “si mormora” e altri simili scarichi di responsabilità.
A chi rende tutta questa lunga telenovela degli orrori? Ovviamente ai media. Chiara Poggi fa click, vende in edicola, è intrattenimento nero in tv… e ora anche un po’ lussurioso.
Sesso, Sangue, Soldi sono le tre “S” del giornalismo… del giornalismo peggiore, s’intende.


