Quelli della Flotilla se la sono andata a cercare
La Russa a Milano perde ogni freno e spara a zero contro gli attivisti della Flotilla rapiti in acque internazionali dall'esercito israeliano.
Quelli della Flotilla se la sono andata a cercare. È questo in estrema sintesi il pensiero di Ignazio Benito Maria La Russa.
Il presidente del Senato nella sua esternazione di qualche ora fa ha pure lasciato intendere che la missione umanitaria della Flotilla sia sostanzialmente inutile, che sia una trovata massmediatica e che, dulcis in fundo, l’arresto permetta agli attivisti di dirsi torturati dagli israeliani.
Sottotesto: non è vero che siano stati torturati, picchiati, umiliati.
Va di moda, nella destra italiana, questa cosa del “andarsela a cercare”. Qualcuno ricorderà, infatti, che recentemente l’ha usata paro paro il deputato di Fratelli d’Italia Riccardo De Corato nel dire del pestaggio di un trentatreenne a Milano da parte di un manipolo fascista. Anche il trentatreenne “se l’era andata a cercare”.
Nel partito di Giorgia Meloni la pensano così: chi non la vede come loro - vuoi per le celebrazioni di Ramelli, vuoi per il genocidio di Gaza - quando viene pestato dai fascisti italiani o dai fascisti israeliani “se l’è andata a cercare”.
Tutto questo ha un nome: si chiama colpevolizzazione della vittima.
Succede spesso quando una donna viene stuprata e si dice che per come era vestita, per quanto aveva bevuto, per il suo far la strada da sola… “beh, se l’è andata a cercare”.
Ovviamente, e opportunisticamente, dimenticando che una - innocente - è stata violentata e l’altro - colpevole - è il suo violentatore.
La Russa a furia di stare con i busti del Duce ne è diventato il ventriloquo. Dice fascisterie come intercalare. Infatti, tanti anche dalla sua parte sperano stia zitto.
Preferisco, ovviamente, tralasciare il fatto che stiamo rischiando di averlo come presidente della Repubblica.
Il minuscolo per “presidente” è voluto: scusate, ma di maiuscolo Ignazio Benito non merita proprio nulla e queste sue infelici esternazioni ne sono la riprovevole conferma.


