Non sorprenderebbe che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si sia lasciato andare a qualche triviale gesto scaramantico nel sentire Giorgia Meloni che in televisione auspicava un prossimo presidente di destra.
Il ravanamento degli zebedei ovvero il toccar ferro sarebbero più che giustificati perché il solo modo affinché l’attuale nostro capo di Stato lasci il Quirinale è che tiri le cuoia. Mattarella, infatti, sarà Presidente fino al 3 febbraio 2029. Mancano, insomma, almeno due anni e mezzo, ma soprattutto almeno un voto politico.
Ora, grazie a Giorgia Meloni, tutti sappiamo con certezza qual è l’obiettivo del centrodestra: mettere un Ignazio Benito Maria La Russa a garante della Costituzione italiana, quella nata dalla Resistenza, dalla Liberazione e dall’antifascismo.
Cosa che per ora non è mai accaduta. Non perché come lascia a intendere Giorgia Meloni in Italia ci siano sempre stati presidenti di centrosinistra, bensì perché di presidenti fascisti o post fascisti non ce ne sono mai stati. Almeno finora.
A essere precisi dei dodici presidenti della Repubblica, sei provenivano dalla Democrazia Cristiana, due dal Partito Liberale, due dall’area socialista, uno dai trascorsi azionisti e, infine, uno dal Partito Comunista.
Confermo: monarchici e fascisti, nessuno… e non è un caso.


