«Ma quanto è grande la pancia di Dario Carotenuto?»
Questa è la domanda, declinata nei modi più volgari possibili, che i contestatori del deputato M5S, rapito in acque internazionali dai pirati israeliani, sono riusciti a farsi e a fare.
Lo so che il primo impulso è di disgusto per la bassezza umana di questi insulti, ma nella realtà quest’ondata di body shaming è un’ottima notizia.
Perché se gli idioti anti-Flotilla, se i filo Netanyahu, se i pro-genocidio hanno solo questo argomento.
Se davanti al rapimento, alle violenze, alle torture cui gli omuncoli di Ben Gvir hanno sottoposto i nostri connazionali e persino un rappresentante eletto del popolo, hanno da scrivere di una pancia.
Se altro argomento non hanno, allora vuol dire semplicemente che non hanno alcun argomento. Che il governo del criminale Benjamin Netanyahu è diventato indifendibile anche dai suoi più sfegatati e volgari supporter.
Complici morali che non si sono accorti che il deputato Carotenuto ha dimostrato di avere più coraggio che pancia ed è vero ha proprio una grande pancia.


