Donald Trump ha preso per il culo Giorgia Meloni e, checche ne dica una certa narrazione nazionalista, ha preso per il culo proprio Giorgia e non l’Italia.
Sia ben chiaro, Donald Trump ha già dato prova di non starci proprio con la testa, però se noi stiamo dietro a quel “restraining order needed” traducendolo letteralmente con “serve un ordine restrittivo”, vuol dire che ignoriamo o facciamo finta di ignorare che è un’espressione ironica da meme social, molto diffusa negli States.
Quella di Trump è sostanzialmente una goliardata come quelle che faceva Silvio Berlusconi quando faceva le corna nelle foto istituzionali. Non stava, è evidente, dando del cornuto a nessuno. Giocava come un idiota qualsiasi convinto di far ridere.
E, diciamocelo, un sacco di italiani se la ridevano e facevano del Re del Bunga Bunga il loro eroe anche per queste boiate. Primi tra tutti quei giornali che oggi gridano alla lesa maestà perché l’idiota Trump ha preso per il culo Giorgia Meloni.
Spiace, per altro, che quegli stessi quotidiani, quando Trump era tutto cuori con Giorgia, dicevano che Giorgia era la sua preferita. Oggi che la sberleffa, improvvisamente, non è Giorgia l’ex preferita che sfotte, ma l’Italia intera.
Il problema non è il “restraining order” per Giorgia Meloni, il problema è che non sia per tutti quelli che prendono per atto di guerra un meme su un social media.



Si è vero, prende in giro la Meloni, ma noi italiani non lo dovremmo permettere perché così lui sberleffa l’istituzione che lei rappresenta.