Normalmente sfruttati
Muratori a due euro l'ora per costruire il nuovo Consolato USA a Milano
Muratori pagati due euro l’ora. La notizia ha avuto vasta eco, non solo in Italia, perché si tratta delle persone che stanno costruendo il nuovo consolato degli Stati Uniti d’America a Milano.
Infatti il dubbio, in realtà la certezza, è che se non ci fossero stati gli USA coinvolti, il fatto sarebbe stato al più un trafiletto di giornale. L’ennesimo caso di lavoratori dei cantieri sottopagati. Anzi: sotto-sotto-pagati.
Ora possiamo avere due atteggiamenti: il primo è meravigliarci come se si trattasse di uno scandaloso fatto isolato; il secondo è prendere atto che questa “normalità” di sfruttamento schiavista vale sempre. Vale persino quando i muratori sono impiegati a costruire un consolato da duecento milioni di dollari di investimento.
E se va così quando si spende un quinto di miliardo di euro, come pensate vada quando le cifre sono nettamente minori? Quando a vincere è la gara al ribasso?
Non c’è scusa alla schiavitù. Non c’è giustificazione. Anche perché alla fin fine la vera motivazione è sempre il massimo ribasso.
Non stupisce che a esser pagati due euro l’ora siano degli immigrati. Ricattati e ricattabili sono i servi della gleba ideali. Invisibili per antonomasia. Quasi un mondo parallelo. Ma non un mondo a parte, bensì un mondo di non tutelati che le tutele dei tutelati sta rendendo sempre più precario.
Insomma: non è un problema loro, è un problema di tutti noi, anche se sembra che facciamo molta fatica ad accorgercene. Il virus dello sfruttamento non ha mai avuto e non ha alcuna preferenza etnica.


