“Meglio morto che gay”. Quante volte l’avete sentita questa frase. Magari non detta paro paro, ma più o meno.
Sicuramente più sfumata quando a recitarla è un politico che si mette a questionare sulla presunta non-normalità degli omosessuali.
E quante volte avete poi sentito sminuire questa violenza verbale dicendo “vabbè è solo una frase”, “vabbè è solo una battuta”, “vabbè è solo una provocazione”.
“Meglio morto che gay” è quello che ha detto Piero Moriconi a suo figlio Mirko che aveva dichiarato il suo essere omosessuale. Soltanto che non si è limitato a dire “meglio morto che gay”, lo ha detto e poi ha sparato. E già che c’era ha sparato anche alla mamma complice di questa devianza.
Piero Moriconi è un assassino. Uno dei peggiori come lo possono essere solo i genitori che ammazzano un figlio perché non lo accettano.
Questo però non ci deve distrarre dal fatto che Piero Moriconi è il prodotto di una sottocultura che solo con la cultura si abbatte.
L’assassinio di Mirko e di sua madre Kathy poteva essere evitato probabilmente anche solo dicendo che “meglio morto che gay” non è una battuta, ma un’istigazione ad uccidere.



Stavo per dire che questa storia ha dell’incredibile,invece è una cosa che chissà quante volte è capitata, magari non con l’omicidio, ma botte e pressioni psicologiche e pretese di farli ‘guarire ‘. E queste sono le persone cosiddette normali, se arrivano addirittura ad uccidere un figlio. Dovremmo essere tutti uniti con un abbraccio verso tutti questi ragazzi che subiscono queste sofferenze e violenze.
Condivido quanto ha scritto ma quel ragazzo,prima che suo padre lo uccidesse,avrà vissuto giorni terribili forse di vessazzione o punizione.Possibile che figlio ed eventualmente la madre non abbiano cercato di comunicare il loro enorme disagio a dei "centri di ascolto" per raccontare l'inferno che stavano vivendo?Chssà,forse si sarebbero salvata la vita.