Quindi com’è essere finiti sul podio dei nemici giurati dell’Iran?
A che punto siamo della classifica è ancora da capire, però a quanto pare ce la giochiamo con Stati Uniti e Israele.
A Teheran, infatti, l’hanno presa malino questa cosa che dal territorio italiano sono partiti 500 voli che hanno dato il loro significativo contributo all’aggressione della Repubblica Islamica.
Come lo hanno saputo è cosa nota: l’utile idiota, nonché segretario generale della NATO, Mark Rutte, se l’è lasciato sfuggire mentre era a Washington a omaggiare il suo gran protettore Donald Trump.
Solo gli sprovveduti possono pensare che a Rutte la cosa sia dal sen fuggita, così come sarebbe ingenuo pensare che dal sen fuggiti siano i complimenti per l’aiuto bellico italiano espressi dall’ambasciatore statunitense a Roma Tilman Fertitta a Giorgia Meloni.
Saltata è completamente la narrazione secondo cui la nostra presidente del consiglio si è opposta a Trump riguardo al coinvolgimento italiano nella guerra all’Iran. A quanto pare non si è opposta per ben 500 volte.
Tralasciando il fatto che tutto questo è avvenuto nell’ambiguità di un accordo vecchio di mezzo secolo e soprattutto all’insaputa del popolo italiano e dei suoi rappresentanti parlamentari, l’aspetto più preoccupante è ora geopolitico e militare.
Quando un governo finisce è sempre un gran discutere di quale sia l’eredità che lascia al paese. Giorgia Meloni e i suoi 500 sì a Donald Trump ci lasciano un nemico e ci regalano l’irrilevanza nello scacchiere mediorientale.
Scacchiere nel quale ora siamo solo sacrificabili, o forse già sacrificati, pedoni.



Ho visto Rutte fare cose che come ha detto un giornalista, ricordava Fantozzi con il mega direttore, che per farlo vincere al Casinò, gli toccava il culo. Se questi soggetti sono quelli che hanno le sorti del mondo in mano, ho paura che faremo la fine dei dinosauri. Forse ce lo meritiamo… anzi senza forse.
Ormai il bersaglio da sostiture é evidentissimo.Quando smetteremo di girarci intorno?