Sono più o meno ventiquattr’ore che nessuno si candida a fare il sindaco di Milano e fa un po’ strano.
Nelle ultime settimane questa foga di guidare la capitale economico-finanziaria d’Italia ricordava tanto “l’Hully Gully in dieci”.
Quella canzone che faceva “Se prima eravamo in due
a ballare l’hully gully, adesso siamo in tre a ballare l’hully gully”… e via così fino a dieci.
In corsa per Palazzo Marino, se me li ricordo tutti, a dieci siamo già arrivati o più o meno siamo lì.
Nel centrodestra, mi ha molto colpito Luca Bernardo, il pediatra con la pistola, ovvero quello che ha perso le ultime comunali ambrosiane.
Ha fatto un video nel quale dice, in buona sostanza: adesso ho capito come si governa la città e perciò mi ricandido. Che è l’imbarazzante confessione che al primo giro non aveva idea di quel che stava facendo.
Nel centrosinistra quelli che si sono detti pronti a correre per le primarie li conosco quasi tutti.
Un paio, cioè Pierfrancesco Majorino e Tommaso Goisis, mi metterebbero pure in difficoltà perché mi piacerebbe dare a entrambi la mia preferenza.
Detto questo, confesso un certo imbarazzo e confusione in questo moltiplicarsi di candidature e autocandidature.
Mi chiedo, insomma, se davvero ci siano così tante visioni differenti di città.
Mi auguro, sinceramente, che nel centrosinistra si vada verso una sintesi, perché altrimenti le primarie rischiano di diventare solo rumorose passerelle di sospette ambizioni da gratificare dopo le elezioni.
E questo sarebbe il solo motivo per le primarie non fare e ingoiare un Mario Calabresi calato dall’alto.



Mi ha colpito soprattutto la domanda finale: "Ci sono davvero così tante visioni differenti di città?". Credo che sia proprio il punto. Le candidature dovrebbero essere la conseguenza di una visione, non il punto di partenza. Prima si dovrebbe discutere di quale Milano vogliamo costruire nei prossimi vent'anni; solo dopo scegliere chi è più credibile nel realizzare quel progetto. Oggi, invece, spesso sembra che si scelgano prima i candidati e solo dopo si provi a costruire attorno a loro una visione.