Il nome che gli hanno dato è “Lotteria del mare” e vederla fa impressione non per chi vedi arrivare con l’enorme sorriso stampato in faccia, ma per chi la lotteria ha perso.
Nelle ultime ore: una cinquantina di persone, ma il bilancio è tutt’altro che definitivo.
E guardate che a questo giro sono solo giovani donne e giovani uomini, perché nessun altro si metterebbe a nuotare per raggiungere “noi” a forza di braccia.
Questo ci basti per sapere che i cinquanta corpi che galleggiano nel nostro Mediterraneo sono ragazzi e ragazze.
Una migrazione surreale e emblematica quella dal Marocco a Ceuta, perché Ceuta a guardarla su una mappa fisica, quella che segna solo mari e montagne, non esiste.
Non c’è neppure uno stretto, quello di Gibilterra, da attraversare. È come andare da un lido marino e marocchino, a quello di fianco che, invece, batte bandiera spagnola.
I pesci, gli uccelli, quel tratto lo fanno tutti i giorni e più volte al giorno. Nessuno li ferma, nessuno li arresta, nessuno li rimanda indietro.
Certo “sono animali” si dirà, ma forse gli animali non sono loro… siamo noi: il più feroce degli animali, il più disumano.



Noi non siamo più animali, siamo bestie della peggiore specie.