Alla destra non par vero di poter gettare fango su Sigfrido Ranucci e attraverso lui su Report.
Al vociare scomposto che da subito si è sviluppato quando l’eco della bomba, deflagrata davanti alla casa del giornalista, non si era ancora sopita, si è ora aggiunto il sussurrar sospetti di Paolo Corsini, direttore degli approfondimenti in quota Fratelli d’Italia.
Che è il modo corrente per dire che uno è lì in RAI perché appartenente a quell’area e di quell’area “portavoce”. L’area sarebbe quella di Giorgia Meloni.
Comunque sia, Corsini questo ha detto: “vicenda inquietante, per ora Ranucci è parte lesa, ma…”. E in quel “ma” c’è l’idea che parte lesa non sia e se non si è parte lesa va da sé che si è parte attiva, in questo caso criminale.
Insomma, la tesi è che siccome agli atti parrebbe che il mandante della bomba sia Valter Lavitola, amico fraterno di Ranucci, l’ordigno fosse una finzione.
Corsini ha già pronta la risposta istituzionale: cambiare conduttore a Report. Che poi è da sempre l’obiettivo della destra: chiudere o almeno depotenziare la trasmissione d’inchiesta principe della RAI.
È vero - tocca ammetterlo - che tutta questa vicenda della bomba a casa Ranucci puzza, ma non puzza dal lato di Sigfrido Ranucci.


