Lo avete notato anche voi questo cautelativo prendere le distanze da Sigfrido Ranucci?
Che se c’è un momento nel quale non lasciarlo solo sarebbe proprio questo nel quale la destra sta già banchettando sul suo cadavere. Persino Daniela Santanché è riuscita a vomitargli contro via social. E ho detto tutto.
Ecco perché ritengo doveroso scrivere a chiare lettere che io sto con Sigfrido Ranucci. Anzi, per essere più chiaro lo scrivo in maiuscolo: IO STO CON SIGFRIDO RANUCCI.
Lettere cubitali che, è noto, sul web significano urlare e io lo urlo. E già che ci sono urlo pure che Ranucci è quello cui hanno messo l’esplosivo davanti casa. Bomba che non sarebbe esplosa sottovoce neppure se a mettergliela fosse stata sua sorella. Peraltro, è il caso di ricordarlo, non gliela ha messa sua sorella, ma uomini della ‘ndrangheta… non so se mi spiego.
Ranucci l’ho conosciuto tanti anni fa in un’iniziativa tra giornalisti minacciati. Confrontandoci venne fuori che la prima urgenza delle indagini di polizia è capire se minacce o attentati siano veri. Insomma, se qualcuno non si manda da solo i proiettili per vendere di più un libro o schifezze del genere.
Basterebbe questo per aver la certezza che Ranucci nulla sa dei suoi attentatori, a questo si aggiunge che Sigfrido è una brava persona.
Io, senza se e senza ma, sto con Ranucci e con i coraggiosi tipacci di Report.


