C’è qualche componente della Flotilla che vorrebbe cancellare Israele? Non diciamo boiate!
Non solo nessun pacifista diretto a Gaza lo ha mai dichiarato, ma nessun pacifista, se davvero pacifista, lo ha mai pensato: i pacifisti sono così vogliono che le guerre non ci siano e non credono che ce ne siano di giuste. Quelli sono i guerrafondai.
Lo so che sono banalità e se mi ritrovo a scriverne è perché, complice involontario Erri De Luca, da qualche ora stiamo disquisendo della legittimità dell’esistenza di Israele, anziché del fatto che Benjamin Netanyahu ha fatto rapire e malmenare degli italiani in missione di pace.
Il tema era e resta questo. L’esercito israeliano con un atto di pirateria ha fermato la Flotilla e rapito i suoi componenti, tra cui alcuni nostri connazionali. Il fanatico Ben Gvir ha poi umiliato i fermati.
Questa è la storia, questa è la notizia, questo deve restare il focus della nostra attenzione. Il resto è distrazione.
E distrazione della pubblica opinione è diventata l’improvvida intervista che Erri De Luca ha rilasciato, e poi in parte ritrattato, nella quale ha nei fatti trasformato il conflitto israelo-palestinese in una questione semantica riguardo il significato delle parole sionismo e genocidio.
Sostenendo in buona sostanza che antisionisti sono coloro che vogliono cancellare Israele e che lo sterminio di Gaza non è genocidio.
Commettendo due leggerezze. La prima è quella di pensare che se sia o meno genocidio lo debba stabilire un vocabolario anziché un tribunale. La seconda è di individuare gli antisionisti, nel senso di “cancellatori” di Israele nei propal occidentali, anziché nel criminale Benjamin Netanyahu, che ha posto Israele fuori dalla legalità sancita dal diritto internazionale.


