Chiunque ha provato la morte di un figlio lo racconta come il peggiore dei dolori possibili.
È come un tatuaggio che marchia ogni pensiero, ogni ricordo, ogni momento da quel tragico evento in poi.
Diventa il punto di riferimento di tutto. C’è il prima e c’è il dopo. E il dopo è quasi sempre segnato da un’assenza che talvolta rende la vita invivibile.
È difficile e anche un po’ presuntuoso mettersi nei panni di chi ha provato e sta provando questo dolore.
Ciò però non credo giustifichi in nessun modo la totale assenza di empatia cui stiamo assistendo nell’accanimento mediatico intorno al cosiddetto “delitto di Garlasco”.
Il Corriere della Sera, seguito a ruota da La Repubblica e altre testate nazionali, ha pubblicato le foto delle piastrelle sporche del sangue di Chiara Poggi. Ormai siamo alla pornografia dell’orrore.
Guardatele e ditevi non tanto se sia o no notizia, quanto se fosse il sangue di vostra figlia o figlio in bella mostra su un quotidiano nazionale cosa provereste.
Cosa provereste sapendo che queste immagini sono state rese pubbliche per qualche click, per qualche copia in più venduta, per qualche euro in tasca a un qualche editore.
C’è una degenerazione in corso che sdogana il voyeurismo più disumano e lo fa diventare business.
L’omicidio di Chiara Poggi è diventato una sorta di serie televisiva in diretta dove in troppi si stanno inventando investigatori, giudici, carnefici.
Si discute tanto sulla deriva dovuta ai social media figlia dell’illusoria convinzione che i media classici siano diversi. Più etici.
Oggi, proprio alla luce del delitto di Garlasco, abbiamo la conferma che non c’è etica, non c’è deontologia, non c’è empatia, non c’è neppure la più elementare umanità.
«È la stampa, bellezza!», recita la stracitata battuta di Humphrey Bogart in “L’ultima minaccia”, pochi però ricordano come il personaggio di Ed Hutcheson la frase nel film prosegue: «e tu non ci puoi far niente, niente!».
Chissà se è poi veramente così. Chissà se invece non sta a noi lettori cambiarla questa degradata stampa.



E' vomitevole l'accanimento dei media. In tv sembra sia questione di vita o di morte x tutti, ogni canale ne parla...anche basta cosi! Lasciamo agli esperti fare il proprio lavoro