L’allucinante assassinio dei quattro raccoglitori di fragole bruciati vivi ad Amendolara, nella provincia ionica di Cosenza, ci dovrebbe far domandare una cosa soltanto: per chi erano le fragole raccolte da quegli schiavi?
D’altra parte la miglior regola investigativa per svelare i motivi di un crimine è sempre la stessa: segui i soldi.
E qui i soldi sono quelli che diamo noi quando compriamo delle fragole e lo facciamo senza chiederci quelle fragole come siano arrivate nella nostra busta della spesa.
Oggi possiamo sapere tutto e, quando vogliamo, tutto sappiamo: il nome della mucca che ci dà il latte; i metri quadrati dove vive la gallina che ci dà le uova e così per tutta la filiera di qualsiasi prodotto che acquistiamo.
Se vogliamo, ovviamente. A non volere, invece, diventa tutto più facile: non sapere fa infatti rima con sconto, prezzo inferiore, convenienza.
A prescindere da quel che con il tempo verrà appurato dalla magistratura, una cosa la sappiamo già: la raccolta di quelle fragole, la schiavitù di quei lavoratori, è responsabilità della mafia. Compresa quella italiana.
Così, se ce ne fossimo dimenticati: la mafia esiste e si finanzia con la schiavitù… anche con la schiavitù dei braccianti, lavoratori come tutti noi.



Posso fare una domanda da ingenuo? Come mai le autorità si accorgono del problema solo quando succede la tragedia? E a Milano, non nel Burundi, costruiscono un palazzo, non un palazzo qualunque, con operai trattati come schiavi, e nessuno si accorge di nulla. Chiedo per un amico… PS ma ispettori del lavoro? A dimenticavo, sono pochi non possono seguire tutto, però magari il palazzo della Ambasciata Americana!!! 🤑