È che si era confuso, povero Carlo Nordio, per un attimo si credeva Presidente della Repubblica e quindi si è messo a distribuir grazie a destra e a manca, compresa quella all’assassino-gioielliere.
Quando ammazzi uno sei un assassino, figuriamoci se ne ammazzi due: è una questione di vocabolario non politico-ideologia.
Questa vicenda di Nordio, che è “solo” ministro della giustizia, ci dice tre cose.
La prima è che Carlo Nordio non conosce le prerogative del ministro della giustizia e men che meno quelle invalicabili del Capo dello Stato. Tant’è che Sergio Mattarella gliele ha dovute ricordare.
La seconda è che per Nordio e per gli altri ministri di Giorgia Meloni, ma anche per Giorgia Meloni, è iniziata la campagna elettorale che in questa fase, storica macchiata da Roberto Vannacci, si traduce in una gara a chi è più fascista e a chi fa cose più fasciste.
La terza, più preoccupante, è che se, anche grazie al premio di maggioranza introdotto sistema elettorale truffa ovvero il Melonellum, la destra stravincerà le elezioni avremo come Presidente della Repubblica un Nordio o un La Russa.
Camerati insomma pronti, oggi lo sappiamo con certezza, a distribuire grazie ad assassini dal grilletto facile e ad altri pregiudicati di ugual fatta.


