Anche Israele si comincia a vergognare delle violenze contro i pacifisti della Flotilla e infatti a Tel Aviv è cominciato il più classico degli scaricabarile politico.
Ora come ora sembrerebbe che sia tutta opera del fanatico Ben Gvir e dei suoi miliziani. Tant’è che anche l’esercito israeliano avrebbe fatto sapere di non aver avuto parte nelle torture contro i rapiti in mare.
Vien quasi da pensare che ormai in Israele sia guerra tra bande e che un criminale non sappia cosa faccia l’altro criminale. Intendo che il premier Benjamin Netanyahu non abbia il controllo del suo ministro Ben Gvir. Lo so, sembra un’enorme panzana. Quasi sicuramente lo è.
Nel frattempo a casa nostra cresce l’imbarazzo tra gli anti-Flotilla che si trovano a scoprire che le torture e le violenze sui pacifisti diretti a Gaza sono effettivamente avvenute. Che non era una scampagnata marittima. Che a imbarcarsi occorrevano due coglioni così, mentre a criticare via social chi era in mare bastava solo esser dei coglioni.
Intanto aspettiamo che il governo italiano riconosca la Palestina e disconosca il governo del caro amico di Giorgia Meloni, Benjamin Netanyahu.
Per chi ancora non avesse capito a cosa serve la Flotilla: a questo, a rompere l’assedio e l’assedio è finalmente rotto.


