I 200 mila schiavi sono ancora tutti lì.
Non posso dirlo con certezza per tutti e 200 mila, però mi è bastato far due passi per la mia Milano per incontrarne un po’.
Chi in bici a far consegne, chi sporco di cantiere, chi con la strada come unico alloggio possibile.
E riflettevo sul fatto che andiamo giustamente in piazza per qualsiasi emergenza mondiale e però facciamo finta di nulla quando, come è accaduto qualche giorno fa, viene pubblicata la ricerca PoliS Lombardia che dice chiaramente che la città metropolitana di Milano si regge su 200 mila schiavi.
Non schiavi che cuciono palloni o un qualche nostro abito in un remoto Sud-est asiatico, bensì schiavi che cuciono vestiti, costruiscono palazzi, ristrutturano appartamenti qua da noi. Anzi: per noi.
E infatti gli schiavi che ho intravisto stavano sgobbando per qualcuno tra noi.
Perché quando dici Milano metropolitana in realtà stai dicendo milanesi metropolitani.
Noi insomma che più o meno vicini alla Madonnina ci viviamo e gli schiavi usiamo per un delivery, per una ristrutturazione immobiliare, per un trasloco, per uno di quei lavori che “gli italiani non farebbero mai”, ma che in realtà “gli italiani non farebbero mai con quei compensi da fame, in quelle condizioni di lavoro, in quelle condizioni di vita”.
Siamo noi insomma che viviamo sulla pelle di 200 mila schiavi.
Siamo noi, gli abitanti della città metropolitana più ricca d’Italia, che viviamo sulla pelle di 200 mila schiavi.
Siamo noi, la popolazione più inclusiva ed europea d’Italia, che viviamo sulla pelle di 200 mila schiavi.
Siamo noi che, ovviamente, votiamo centrosinistra in stragrande maggioranza da almeno 15 anni, che viviamo sulla pelle di 200 mila schiavi.
E quest’ultima è la cosa che, tra tutte, mi fa più incazzare perché rende un fenomeno drammatico anche un fallimento politico e umano senza appello. Per coerenza ideologica noi più di chiunque dovremmo avere a cuore, oltre i diritti di chi sbarca a Lampedusa, anche i diritti dei lavoratori-schiavi di casa nostra, che spesso proprio a Lampedusa sono sbarcati non molto tempo fa.
Ci era stato raccontato che attrarre i ricchissimi barando su tasse e piani urbanistici ci avrebbe reso tutti più ricchi. I 200 mila schiavi resi visibili dalla ricerca di PoliS Lombardia certificano definitivamente che così non è.
Cara Milano, cari milanesi metropolitani, la verità è che dovremmo vergognarci, dovremmo vergognarci un bel po’… ma soprattutto dovremmo liberare gli schiavi e invece sono ancora tutti e 200 mila qua al nostro servizio.


