In poche ore Adolf Hitler e Benito Mussolini sono stati evocati nel parlamento italiano.
Il dittatore tedesco in maniera palese, cioè urlandone il nome, “Hitler”, dal deputato vannacciano Domenico Furgiuele che tutto nega e che altri, invece, non solo confermano, ma dicono pure che lo abbia anche fatto precedere dall’iconico “heil”.
Il Duce invece, per “aforisma”, dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara.
Lo ha fatto prendendo le parti di due studenti di Cesena che, in occasione dell’esame di maturità, hanno pensato bene di esporre uno striscione con su scritto “L’Italia agli italiani”.
Gesto per il quale si sono buscati il 6 in condotta, la sanzione disciplinare riabilitata in chiave di poliziesco controllo proprio dall’attuale ministro.
Valditara che però a questo giro non ci sta e lascia intendere che qui si è violato il sacro diritto alla libera espressione delle proprie opinioni.
La frase “l’Italia agli italiani” è notoriamente uno di quei motti mussoliniani, così come “Credere obbedire combattere” o “Molti nemici molto onore”, che spesso si trovavano scolpiti a caratteri cubitali sulle pareti di certi edifici, spesso all’ingresso di città o paesi dell’Italia del Ventennio.
Nonostante lo sdoganamento di certa destra, la frase - “L’Italia agli italiani - resta perciò espressione chiaramente fascista e, come diceva il buon Pertini, il fascismo non è un’opinione, ma un crimine.
E che non lo sappiano due studentelli ci sta pure, non lo sappia un ministro della Repubblica Italiana antifascista… beh, non ci sta proprio.


