Ecco chi ha guadagnato dal delitto di Garlasco
I Poggi non ci stanno più: cause a pioggia per diffamazione. I leoni tremano.
Avvoltoi, sciacalli, furbetti del click e molti idioti, sono questi i profili dei troppi che si sono divertiti e talvolta arricchiti sparando, pubblicando, postando le peggio nefandezze intorno a Chiara Poggi e alla sua famiglia.
La notizia è che adesso tanti di loro saranno chiamati a risponderne in tribunale.
La famiglia Poggi ha infatti dato notizia di aver già depositato numerose denunce per “diffamazione aggravata” e “atti persecutori”.
La lista delle porcherie è lunga. Spicca tra le altre la presunta rivelazione - finita anche tra le righe di qualche giornalone - che i Poggi si siano arricchiti con il risarcimento ottenuto da Alberto Stasi di un po’ più di mezzo milione di euro.
Ebbene i genitori di Chiara hanno fatto sapere che il versamento c’è stato, come da termini di legge, ma che lo hanno depositato in un conto bloccato: insomma quei soldi sono lì e nessuno li ha toccati.
Brutta notizia per i distributori di fakenews che su quei soldi avevano ricamato di ogni, persino alimentato il sospetto che i Poggi insistessero sulla colpevolezza di Stasi, non abbracciando quella di Sempio, per non dover restituire il vil denaro.
Così non è e anzi, conti alla mano, oggi sappiamo che i soli che hanno speculato sul delitto di Garlasco sono i leoni da tastiera o da microfono o da telecamera e qualche pessimo editore.
Persone insomma che vivono di audience, di click, di download costruiti insultando e infangando le vittime di un delitto che, in quanto morti, non possono difendersi. Questa volta non sta andando così.
Resta la consapevolezza che le centinaia di migliaia di click, dei like e delle condivisioni delle fake news non sono opera dei leoni da tastiera, ma della savana degli idioti… non perseguibili, purtroppo.


