Zinedine Zidane è il nuovo allenatore della nazionale francese di calcio. La notizia la potete trovare ben oltre il primo scroll della versione on line del quotidiano Le Monde.
Da noi, manco a dirlo, Roberto Mancini neo ct azzurro è la prima notizia, come del resto lo è stato per giorni tutto lo psicodramma montato intorno alla vicenda Andrea Pirlo.
Non è che il calcio in Francia sia considerato uno sport sfigato o secondario, anzi! È noto infatti che Zinedi Zidane è una sorta di eroe nazionale con i tacchetti.
Non è però prima notizia, perché la prima notizia sui media d’Oltralpe sono gli incendi.
È il meteo o meglio “la meteò” come dicono a Parigi. Caldo, incendi, cambiamento climatico. O meglio: 300 mila sfollati tra Francia e Spagna, 40 mila ettari bruciati nella Gironda, 40 gradi attesi per la nuova ondata di calore con il rischio dell’accensione di nuovi fronti di fiamme.
Tanto tempo fa, quando ho iniziato a fare il giornalista, i capiredattori dicevano a mo’ di mantra che “il caldo non è mai notizia”.
Lo dicevano perché faceva figo, in effetti gli scienziati già allora, erano gli anni Novanta, spiegavano che il caldo anomalo era l’inizio del cambiamento climatico e che fregarsene era una delle più grandi cagate che si potesse fare. Stavamo, dicevano, perdendo l’occasione di non mandare in malora il nostro Pianeta.
Allora era considerata una cosa da fanatici occuparsi del cambiamento climatico, oggi è da fanatici mettere in prima la designazione di un nuovo allenatore, seppur della nazionale.
PS: secondo i dati dell’European Forest Fire Information System, da inizio di quest’anno nel meridione d’Italia sono andati in fiamme 13 mila ettari di boschi. È un quarto in più della media degli ultimi vent’anni.


