Spiace, ma anche no, correggere il surreale ministro alla giustizia Carlo Nordio e rammentargli che il libro più importante del nostro sistema giuridico è la Costituzione Italiana.
Costituzione, peraltro, antifascista. Specifico - antifascista - perché da tempo qualche giurista alla Ignazio Benito Maria La Russa va cianciando che la parola “antifascista” non è presente in Costituzione.
Vero come, però, è altrettanto vero che nella Bibbia non c’è la parola la parola “monoteista”, ma sfido chiunque a sostenere che il cristianesimo religione monoteista non sia.
Tornando a Nordio, il nostro ministro, per polemizzare con chi chiede il patentino antifascista agli scrittori che vogliono presentare propri volumi in pubbliche fiere, se ne è uscito con questa frase, sbagliata appunto: “Forse gli organizzatori non sanno che il libro più importante per la nostra giustizia, cioè il codice penale, reca la firma di Mussolini”.
Frase che svela, spiegando tante cose, che il ministro della giustizia in carica è fermo al codice penale fascista e non si è accorto che nel frattempo c’è stata la Resistenza, la Liberazione e, appunto, la Costituzione.
Qualcuno lo aggiorni e già che c’è gli dica che anche le Leggi razziali non sono più in vigore, pure quelle firmate dal dittatore Benito Mussolini.


