Perché lo stiamo chiamando “caro carburanti” e non “scontata conseguenza dell’aggressione illegale di Donald Trump e Benjamin Netanyahu contro l’Iran”?
Quasi fossimo colti da amnesia collettiva abbiamo tutti, mass media e opinione pubblica, adottato la narrazione secondo cui “toh, la benzina è aumentata a due euro e mezzo al litro”.
Quasi fosse un evento a sé stante, come un fulmine che cade o un meteorite che colpisce la Terra… sfiga insomma.
Ora capisco che indagare le cause di un fatto sia talvolta complesso, ma qui non c’è nulla da indagare.
I fatti sono noti e sono questi: aggressione dell’Iran, prevista chiusura dello stretto di Hormuz da parte di Teheran, conseguente calo drastico del petrolio in arrivo via mare, impennata del prezzo della benzina e annessi e connessi.
Facile, no? Eppure non lo diciamo noi. Forse perché sarebbe brutto ammettere che siamo nella merda per via dei due amichetti di Giorgia Meloni? Donald e Benjamin.
Meloni che, come dimenticarlo, per il guerrafondaio Trump proponeva il Nobel della Pace… forse adesso, per coerenza, Giorgia per Donald proporrà il Nobel per l’Economia.


